Giovani senza fiducia, in se stessi, nelle istituzioni, nella politica. Vedono il proprio futuro con paura: temono di non laurearsi né di trovare un lavoro fisso. Un mix complesso frutto non solo della crisi economica ma dell´assenza della famiglia (che li coccola troppo) e di una politica che se ne disinteressa.  E´ il quadro tracciato dal decimo rapporto dell´Eurispes presentato a Roma. Tra le cose che il rapporto segnala vi è il dato preoccupante dell'aumento di giovani impauriti dal futuroe angosciati per il non riuscire ad avere una prospettiva. A questo si aggiunge l'aumento dei casi di bullismo (sette punti in percentuale più dell'anno scorso),la crescita dei casi di cyberbullismo, cioè la violenza in rete altrettanto pericolosa e dannosa di quella reale. In più, è in crescita l'indifferenza. Gli spettatori silenziosi aumentano perchè si sta realizzando una progressiva e inaccettabile assuefazione al sopruso e alla violenza.
E questa diventa invincibile se si alimenta dell'omerta e del silenzio di chi vede e partecipa. Allora bene vengano le campagne di sensibilizzazione che fanno discutere, che provocano, che colpiscono l'immaginario collettivo e magari irritano. Toscani, il famoso e sempre provocatorio fotografo, a Bolzano sta facendo parlare e discutere. Si potrà essere d'accordo o dissentire, ma la "banana e il pisello" sono un modo per far arrivare direttamente a tutti, nessuno escluso, il messaggio di un necessario aggiustamento di proporzioni. La prepotenza ha taglia piccola, piccolissima, contrariamente a quello che appare. La banana e il pisello di Toscani, senza tante parole, sono immagini semplici immediate, essenziali, e vanno dritte al cuore del problema. Provocano, alle volte irritano, ma fanno parlare, reagire. E questo è il momento di scuoterci e rompere il silenzio. Il bullismo, come ogni forma di sopraffazione e di maltrattamento si ciba di omertà. Quindi ben venga la campagna, ben venga la provocazione. Benvenuto anche il disappunto per le allusioni a quel messaggio sessualizzato e solo in apparenza sconveniente. Forse dovremmo solo fare attenzione che al rumore dell'irritazione faccia seguito il silenzio delle azioni. Perché per sconfiggere le tante forme di bullismo a partire da quelle dei piccoli della scuola dell'infanzia c'è bisogno di adulti più presenti, più attenti, capaci di osservare e ascoltare, di insegnanti e genitori che sanno controllare e porre dei limiti. C'è una urgente necessità di attrezzare gli adulti a non essere indifferenti, di fare formazione degli educatori, di promuovere attività di cooperazione. C'è bisogno che le istituzioni investano in azioni di prevenzione senza attendere che si parli del problema solo quando si accendono i riflettori della cronaca.
Giuseppe Maiolo
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