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La violenza ai minori è più estesa e diffusa di quanto non si creda, ma, come sappiamo ormai, rimane troppo spesso ancora nascosta e sotterranea. Viene subito in mente quella delle molestie e degli abusi sessuali, delle sevizie e degli omicidi, ma c’è anche violenza, molta violenza che lascia tracce profonde nell’anima, dove ci sono offese verbali, denigrazione e disprezzo, trascuratezza e disattenzione.
I bambini, purtroppo, continuano ancora ad essere non solo vittime sacrificali delle perversioni degli adulti, dei pedofili, ma anche bersagli innocenti di quei genitori incapaci di essere tali, immaturi e impreparati al loro compito. Ora gli addescamenti e le molestie non si trovano più nei giardini del parco, negli angoli nascosti delle nostre metropoli, ma, favoriti da nuove e più intrusive tecnologie, si annidano in internet entrando in ogni casa e catturano in tutto il mondo una quantità rilevante di minori facendo fiorire quell’ignobile mercato del turismo sessuale. Se urge affinare le protezioni che consentano ai nostri figli di non diventare preda delle nuove forme di addescamento, è altrettanto necessario però ricordare che ancora oggi la gran parte del disagio e della violenza nasce e si siviluppa dentro le stanze conosciute della nostra quotidianità, nelle case e nelle famiglie di ogni ogni giorno. Perché continuano ad esserci non solo contesti familiari aberranti, dove si fa finta di non sapere e di non vedere, ma pure realtà apparentemente normali, luoghi insospettati di malessere e abuso, di sopruso e prevaricazione. Continuano ad esistere famiglie incestuose dove i padri abusano e violentano, coppie conflittuali dove il conflitto viene scaricato sui figli o risolto con una generale confusione di ruoli, dove le figlie divengono mogli e le madri, assenti come donne, si ritirano in un angolo e colludono con il partner. E ancora, la violenza di oggi sui bambini, appare sempre di più come la conseguenza di una limitata capacità genitoriale a tollerare le frustrazioni, a sostenere le proprie funzioni educative e contemporaneamente gestire un carico gravoso di impegni quotidiani, spesso in contesti di isolamento e solitudine. Quella inaspettata recrudescenza di violenza al femminile che ritroviamo oggi in tante madri che maltrattano o trascurano i loro figli, non solo mette in crisi l’immaginario collettivo della madre buona e accudente, ma ci fa pensare a quanto, in questa nostra epoca, pesi il bisogno di essere perfette e impeccabili, mentre con una fatica indicibile ci si deve arrangiare per portare avanti un’esistenza da soli, senza supporti e sostegni da parte della collettività. Allora diviene assolutamente necessario attrezzarsi come comunità e società civile perché all’infanzia e all’adolescenza sia data quell’attenzione e quella presenza che permetta di cancellare l’idea devastante e inaccettabile che nessun luogo è sicuro. Giuseppe Maiolo
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