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Ha 15 anni e aggressivo con tutti. Non solo in casa, ma anche fuori, con i suoi compagni a scuola. Gli insegnanti mi hanno già segnalato più volte i suoi comportamenti aggressivi e io sono molto preoccupata per il futuro. Ho paura per questo clima di violenza che respira e non vorrei che finisse per diventare un delinquente. Mi domando spesso se questo dipende dal fatto che da alcuni anni sono separata e che per un certo tempo nella nostra famiglia c'è stata molta tensione. In questi nostri tempi dove le manifestazioni di violenza assumono uno spazio sempre più consistente e l' intolleranza è in crescita, è doveroso preoccuparsi per tutti quei comportamenti violenti e aggressivi che si scorgono nei giovani. C'è bisogno di riflettere profondamente su quanto accade attorno a noi senza tuttavia pensare di trovare risposte immediate e semplicistiche. Un figlio che si comporta con modalità aggressive e evidenzia difficoltà a utilizzare il proprio autocontrollo, richiede sempre molta attenzione da parte dei genitori anche se non necessariamente questo vuol dire che sia destinato a diventare delinquente. Si manifestano fin dalla nascita in ogni individuo comportamenti che possono indicare tratti di un temperamento più o meno aggressivo. Ci sono bambini che fin da piccoli mostrano di essere più assertivi, capaci di esprimere i propri bisogni in modo deciso e altri cosiddetti più tranquilli e più adattabili. Ciò non significa che i più aggressivi siano destinati a diventare dei giovani ribelli e degli adutli asociali. Molto dipenderà poi dall'ambiente e dagli strumenti di cui ogni individuo disporrà per contenere l'aggressività, dal clima educativo che troverà e dal contesto sociale di appartenenza. Durante l'adolescenza vi è un'aggressività, per cosi dire, fisiologica. Con lo sviluppo puberale infatti l'adolescente deve fare i conti con il proprio corpo che cambia nella struttura fisica e diviene più capace di energia. Nello stesso tempo l'aumento della pulsionalità e una certa difficoltà a contenerla fa sì che i comportamenti appaiano più connotati da aggressività. Si tratta spesso allora di mostrare la propria forza fisica e del 'piacere' di esibirsi nella lotta per provare a se stessi e agli altri che si e' diversi, più forti, più grandi e non più bambini. In questo non vi è nulla di patologico. I maschi in genere mostrano la loro aggressività nello scontro fisico, le femmine la esprimono più verbalmente, insultandosi o disprezzandosi apertamente. E' quindi prima di tutto un modo per misurarsi, per mostrarsi agli altri e cominciare a differenziarsi. Un ragazzo di 15 anni può dunque essere aggressivo con i coetanei per trovare uno spazio relazionale, una dimensione, un ruolo all'interno del gruppo. Ha bisogno di differenziarsi e nello stesso tempo trovare accoglimento e conferme in una nuova realtà che non sia più quella della famiglia che ormai gli comincia ad essere stretta. Il gruppo dei pari offre riconoscimento ma questo passa attraverso la rappresentazione di ciò che uno sa fare e di come sa cavarsela. Un comportamento aggressivo può rappresentare però anche il modo con cui, in un'epoca di forti emozioni sia fisiche che psichiche, un adolescente tenta di affermare i propri bisogni e i propri desideri. Si potrebbe dire che le reazioni esplosive e caratterizzate da aggressività sono date dal fatto che il giovane non è ancora un "conduttore" esperto del suo "veicolo", ovvero non ha ancora un sistema efficace di controllo degli strumenti di bordo. Però e' vero anche quello che ipotizza la gentile lettrice nella sua lettera. L'aggressivtà potrebbe essere il risultato di una grande tensione respirata in famiglia ovvero il modo, alle volte l'unico disponibile, con cui un ragazzo sa rispondere alle frustrazioni. L'adolescenza è il tempo delle separazioni, nel senso che in questa fase ci si deve separare dal proprio corpo infantile, dal bambino che si è stati, dai genitori e dalla famiglia che non occupano più tutto lo spazio affettivo. Questa separazione è tanto più complicata se vi sono nella realtà anche altre separazioni dolorose da affrontare e metabolizzare. La rabbia e la tristezza, la sofferenza interiore e lo sconforto possono allora trovare la strada di un'aggressività diffusa, difficile da contenere e orientare e può essere la dichiarazione esplicita del proprio disagio o di un profondo dolore. |