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Mio figlio frequenta la prima classe delle superiori e quest'anno sarà bocciato. Lo hanno già anticipato i professori dicendo che non si è impegnato a sufficienza nonostante i continui richiami. Pure noi a casa ci siamo accorti che era svolgiato e disinteressato. Eppure fino all'anno scorso andava bene a scuola.. La gentile lettrice che ci scrive porta l'attenzione sul problema scuola e sui risultati finali, che come sempre a fine anno coinvolge e mette ansia in numerose famiglie. La scuola, durante tutta l'adolescenza, rimane un luogo di crescita di grande significato, e non solo per lo sviluppo culturale ma anche per quello relativo alla formazione della personalità. La scuola è il posto in cui gli adolescenti realizzano una grande quantità di interazioni e di esperienze che permettono loro crescere proprio grazie al continuo confronto con gli altri e con se stessi. Nella scuola l’adolescente ha la possibilità di confrontarsi con modelli di identificazione diversi da quelli familiari, come sono ad esempio gli insegnanti, e instaurare relazioni personali e sociali sempre più articolate ed evolute con gli adulti e i coetanei. Tutto ciò è maturativo ma contiene pure un certo grado di complessità e contribuisce a rendere difficile il percorso che un adolescente deve compiere per diventare autonomo e indipendente sia sul piano relazionale che affettivo oltreché su quello culturale e professionale. sono difficoltà scolastiche, di apprendimento o di rendimento che sfociano in fallimenti e in bocciature, non mai facile spiegarne le ragioni o semplificare, come spesso si è portati a fare. Le frasi tipo: Non va bene a scuola perchè è pigro”, “Non ottiene risultati perchè non si impegna” descrivono solo parzialmente la realtà delle cose. Il successo o l'insuccesso a scuola dipendono da numerosi fattori e l'appprendimento non riguarda solo l'ambito della formazione alla professione. La scuola veicola necessariamente una grande quantià di attività formative e relazionali, di scambi, di incontri, di scoperte e rapporti a più livelli, che alla fine riempiono il tempo e lo spazio di un adolescente. Alle volte impediscono l’acqusiszione delle pur necessarie conoscenze, ma rappresentano il passaggio obbligato per un giovane che va incontro alla vita. Esse infatti servono a permettere una transizione dal dentro al fuori, dalla famiglia alla società; dal passato al futuro, dall’infanzia alla maturità. Il tragitto che deve percorrere l’adolescente è dunque complesso. La scuola e lo studio gli richiedono impegno, concentrazione, partecipazione proprio in un’epoca in cui la turbolenza degli eventi interni, l’instabilità affettiva ed emotiva, l’alternanza degli stati d’animo, distraggono e alle volte confondono. Non deve meravigliare se un giovane in questa fase appare disorientato o incapace di rispondere a tutti quei problemi che riguardano la sua vita futura, la sua crescita culturale e la sua formazione. Le grandi trasformazioni sia fisiche che psichiche, le nuove possibilità di relazione affettiva, la scoperta dell’altro sesso e della propria prorompente sessualitá influenzano la vita scolastica e ne condizionano, a volte, i risultati. Si aggiunga il peso e la fatica della lotta e dello scontro generazionale cioè il bisogno di mettersi alla prova, di trasgredire ed opporsi ai genitori ma anche ai loro sostiuti, gli insegnanti. Tutto questo rende più complicata la vita scolastica di un adolescente. Non è raro che essi provino poco interesse per lo studio e scarsa motivazione ad apprendere. Ciò non vuol dire giustificare in ogni caso il disimpegno e le difficoltà scolastiche degli studenti che non ottengono i risultati attesi. Significa solo considerare l’insuccesso, i problemi relativi alla scuola o i fallimenti scolastici come fenomeni che dipendono da un insieme di elementi e da molte interazioni.
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