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Le continue discussioni con mia figlia riguardano molto spesso le sue amicizie. Io non le condivido, non mi piacciono anche perché vedo che lei si lascia molto influenzare soprattutto da quelle amiche che sono più vecchie di lei. Quando era più piccola si lasciava consigliare da noi. C'è una vera e propria necessità durante l’adolescenza: l’amicizia. Durante questa epoca infatti l'amicizia soddisfa il forte bisogno di sfuggire al senso di solitudine e di incertezza che si prova a questa età. Se durante l’infanzia l’amicizia per il bambino era quella che consentiva ore di svago e di gioco, ora gli amici sono quelli con cui ci si può confidare, a cui si possono comunicare le proprie angosce ed esprimere i propri interrogativi per poter cercare delle risposte. La prova di come sia vissuta l’amicizia in questo periodo della vita, l’abbiamo proprio osservando quel senso di delusione che un ragazzo o una ragazza provano quando si sentono traditi dall’amico o dall’amica del cuore. La scelta dell’amico è un fatto altamente selettivo e personale, proprio come dice sua figlia. E capisco come i genitori, tenuti distanti da queste scelte, possano sentirsi preoccupati. Ma questo riguarda forse di più i sentimenti di distacco e di separazione che esssi provano quando i figli crescono e cominciano a diventare indipendenti nei loro pensieri e nelle loro azioni. Perché gli adolescenti rivendicando il diritto a scegliere autonomamente i loro amici stanno cercando di comunciare che sono ormai grandi e capaci di stabilire da soli a chi dare o non dare fiducia e affetto. Ora gli amici, a differenza dell’infanzia, sono scelti sulla base di qualità interiori che un adolescente sente corrispondere di più al suo modo di sentire o agli interessi comuni. Questo non significa che i ragazzi siano ormai sicuri delle proprie sensazioni, ma a questa età l’amicizia rappresenta il primo vero tentativo di distacco dall’ambiente familiare e, se vogliamo, una sorta di prova generale di spostamento all'esterno della famiglia dei propri affetti. E' solo attraverso questa esperienza che poi si potrà passare a legami affettivi più profondi. Inoltre ora i ragazzi e le ragazze sentono molto intensamente il bisogno di stare insieme per confrontarsi e scambiarsi informazioni. Il desiderio di vicinanza fisica è molto forte e, quando non è possibile realizzarlo, si esprime nel tentativo di stabilire questo contatto anche a distanza. Si pensi alle interminabili telefonate che i ragazzi fanno tra di loro! Il rapporto d’amicizia nell'adolescenza soddisfa poi un altro bisogno: quello di avere un modello reale a cui ispirarsi e anche un punto di riferimento preciso in un tempo di grandi incertezze. L’amicizia per l’adolescente è dunque quella condizione in cui un individuo può trovare aiuto per superare alcuni passaggi delicati e difficili dell’esistenza. È con l’amico che il giovane può confrontare le proprie convinzioni e, in un’atmosfera di parità, trovare non solo approvazione e conforto, ma eventualmente anche critica e rimprovero che solitamente risultano più accettabili. Anche quando gli amici sono scelti tra i compagni un po’ più vecchi vi è un grande valore. In questo caso l'adolescente ha occasioni diverse da cui può trarre insegnamento. Può misurarsi con i problemi più complessi senza sentirsi troppo a disagio. Può sperimentare, in dosi adeguate ai suoi mezzi, le sue attitudini ed essere incoraggiato ad emulare comportamenti più evoluti. Allo stesso tempo il ragazzo o la ragazza di età superiore, dal rapporto di amicizia con uno più giovane, trae altri vantaggi. Può soddisfare i suoi bisogni di ammirazione ed essere valutato per le capacità che possiede, può mostrare la sua autonomia senza timore di essere disapprovato e verificare la validità delle esperienze che va compiendo. L’amicizia durante l’adolescenza, quella che dura spesso per molti anni e magari poi continua nel corso della vita, allora ha un valore intenso. Ha il grande compito di aiutare i giovani ad attraversare, piano piano, il territorio difficile della crescita.
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