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Ho due figli che non vanno d'accordo ta di loro... Stampa E-mail
                   

Litigano in continuazione, sono in conflitto per ogni cosa, si rimproverano avicenda e sembrano non trovare mai un'intesa su  nulla.  Il più grande  si ritiene già esperto e  svaluta ogni cosa che fa il fratello ma soprattutto lo deride e lo mortifica. Quello più piccolo non sopporta la prepotenza dell'altro e speso si lamenta con noi, ci chiede di intervenire in suo favore, di  parteggiare per lui. Noi genitori siamo confusi, non sappiamo che fare.

Il legame fraterno è un’esperienza fondamentale.  Tra fratelli e sorelle vi sono intensi sentimenti d’amore che si alternano a conflitti e a vissuti di rivalità. La posta in gioco è sempre un forte bisogno di affermazione e il desiderio di realizzazione.  Infatti, ognuno dei fratelli desidera mantenere una posizione di privilegio all’interno della famiglia e nei confronti dell’affetto e dell’attenzione dei genitori. Questi ultimi, come traspare dalla lettera del gentile lettore,  non hanno un compito facile. Sono chiamati a dare fondo a tute le loro risorse educative, pedagogiche, affettive. Ma se madre e padre sanno dosare sensibilità e comprensione, attenzione e affetto, gratificazioni e frustrazioni, il rapporto tra i fratelli diviene profondo, ricco di potenzialità positive per la crescita.
Il legame fraterno quando si sviluppa favorisce l’ alleanza, migliora la solidarietà, consente lo sviluppo della comprensione reciproca. Nel gioco tra fratelli e sorelle di diversa età i più piccoli imparano dai più grandi, si avvicinanono alle regole poste dagli altri, apprendono che vi sono dei limiti, dei confini. I più grandi sperimentano le loro capacità, esplorano ruoli diversi e  il grado di autonomia raggiunto. Ma anche l’aggressività è possibile. Può esprimersi con lo scontro fisico o con il rifiuto. Il  primo mette a confronto, dà la misura della propria forza fisica e consente di stabilire  chi ha più autorità, chi è il capo. Il secondo, il rifiuto, è un attacco alla persona che mira a svalutare l’altro, a diminuirne il potere. Ma la cosa importante è data dal fatto che generalmente i conflitti  si risolvono con dei compromessi.  E questo esercizio è utile. Trovare delle soluzioni alternative, far  prevalere l’interesse a condividere i momenti del gioco, ricostituire l’unità, ritrovare l’ alleanza, alla fine è  la cosa fondamentale. E’ educativo. Fa crescere.  Ma il legame fraterno non si sviluppa da solo. E’ in relazione con l’ambiente educativo, con il ruolo che giocano i genitori. Se sanno operare fin da quando i figli sono piccoli per mantenre una convivenza serena e si adoperano per promuovere una serena evoluzione dei conflitti tra fratelli, i figli pur vivendo rivalità e gelosie non compromettono irrimediabilmente i loro rapporti. Non solo da piccoli ma anche da adulti riusciranno a mantenere intatta quella coesione di fondo che unisce, quella solidarietà che fa sentire legati pur senza rinunciare alla propria autonomia.
E’ nell’ambiente familiare che vanno pertanto ricondotte le dinamiche che alimentano i conflitti, le gelosie, la rivalità e la competizione. In base all’atteggiamento che il genitore terrà con ogni figlio si svilupperà la relazione fraterna. E non si tratta solamente  di assicurare ai figli una ripartizione equa dell’amore.  Ciò che conta è l’atteggiamento che una madre e un padre tengono sia nei confronti del piccolo che del più grande. Così anche il  genitore che teme di essere ingiusto con i figli e pone attenzione a dare in eguale  misura attenzione ed affetto ai figli non necessariamente eviterà la loro rivalità e la loro gelosia. E’ più utile cercare di equilibrare frustrazioni e gratificazioni, “dare e togliere” non in base ad un supposto criterio di equità di trattamento dei figli ma in base alle necessità del momento, e certamente con la considerazione profonda di quelle che sono le effettive necessità di ciascuno di essi. Sostanziale sarà il poterli considerare sempre come persone a sé stanti. Fondamentale dovrà essere il rispetto per i loro bisogni anche se questi non impediranno la somministrazione di frustrazioni. Queste dovranno essere comprensibili e tollerabili. Solo così possiamo favorire un  legame fraterno costruttivo.

 
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La consolazione è il massimo servizio che la fiaba può rendere a un bambino: la fiducia che nonostante tutte le tribolazioni che deve patire, non solo egli riuscirà ma verranno tolte di mezzo tutte le forze del male e non minacceranno più la pace della sua mente.

                                                Bruno Bettelheim

 

 
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Di quel piccolo sguardo di sole
hai colorato gli anni
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come tante lune nascenti
hai portato i tuoi occhi di seta
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Riconosco il rumore del tuo sorriso
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di ogni giorno che viene
e so che ogni volta
con quel passo di gatta che ride
ti ritrovo sul ponte

Oggi il tuo mare è solo più grande
e io ho un profumo di onde
più forte
che mi prende

 
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