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Mia figlia sta passando un periodo di confusione. Stampa E-mail

Ce ne accorgiamo  dai discorsi che fa: un momento dice una cosa e subito dopo l'esatto contrario.  Mi sembra che non sappia cosa vuole e per giunta pretende di non essere aiutata, meno che mai consigliata.  Non è ancora autonoma ma con noi si dà arie di sapere tutto, alle volte imbroglia e racconta un sacco di frottole…  

L'adolescenza è un'epoca di  profondi e continui cambiamenti e sua figlia è decisamente in questa fase, a metà del guado, si potrebbe dire.  Attraversare un passaggio, andare da una sponda all'altra è sempre un'operazione delicata e complessa che non è esente da preoccupazioni, incertezze, battute di arresto, ma è fatta pure di riprese precipitose e di ritirate frettolose. La riva da raggiungere di solito la si desidera perchè è la "terra" sognata,  ma anche la si teme, perchè è un territorio sconosciuto, dove i sentieri non sono tracciati e  per  il quale non ci sono ancora  mappe di orientamento. Almeno così sembra.  Fuor di metafora a 15 anni, all'età di sua figlia, è in fondo normale un certo stato di confusione, un non saper dove andare e allo stesso tempo far finta di essere navigatori esperti.  Però non è una recita o una sceneggiata: è proprio un alternarsi di sicurezze esaltanti e incertezze profonde che producono quella evidente contraddittorietà nel pensiero e nell'azione. In psicologia si usa il termine "ambivalenza" per indicare che in uno stessto momento si vivono sentimenti, sensazioni, pensieri di segno opposto.  Negli anni dell'adolescenza è una caratteristica tipica, forse una delle più indicative del fatto che gli scenari stanno cambiando, che il giovane sta muovendosi, sta iniziando ad esplorare la realtà circostante, il mondo,la vita. E’ da questa fase e da come saranno le sue "prove" che dipende, spesso, gran parte dello sviluppo personale e della maturità emotiva del futuro adulto. Proviamo a delineare lo sfondo su cui si collacano gli eventi più significativi di questa età. Dopo un periodo relativamente lungo e tranquillo, gli anni della scuola elementare, il bambino entra nella fase della preadolescenza. Un’epoca di grandi cambiamenti. Cambia, infatti, l’universo intellettivo poichè va definendosi il confine tra realtà e fantasia. Acquista significato il piano del possibile. Cambia il corpo e gli atteggiamenti verso di esso. Iniziano le prime emozioni legate alla (ri)scoperta della sessualità ma anche le prime paure, le insicurezze, le vergogne. Cambia il rapporto con i genitori: essi rappresentano i legami di un mondo di dipendenze da cui l'adolescente si deve liberare per avviarsi verso una autonomia psicologica, che è insieme affettiva ed emotiva. Cambia il rapporto con i coetanei. Quello che cerca il giovane in questa epoca è l’amicizia come solidarietà e appoggio più che la compagnia per il gioco e il divertimento. Cambia il rapporto con gli adulti in genere e con gli insegnanti in particolare. Nei confronti di questi ultimi non vive più sentimenti univoci di stima e affetto, ma ambivalenti e conflittuali perchè, all’ammirazione per essi e per le loro capacità intellettuali, si unisce la critica per il ruolo di controllo che essi svolgono. Questa serie di mutamenti sia ccompagna spesso ad un intenso senso di solitudine e di marginalità psicologica in quanto l'adolescene sente di non appartenere più al gruppo dei bambini ma neanche a quello degli adulti. Ha voglia di dar prova di sè e delle proprie capacità ma é ancora dominato dalla sfiducia e dal bisogno tutto infantile, di protezione e di coccole. Ha un forte desiderio di svincolarsi dai legami genitoriali per mettere insieme esperienze proprie e maturare convinzioni personali ma ha un  bisogno acuto di conferme e validazioni da parte degli adulti. È dentro e fuori allo stesso tempo. Vuole essere libero e si rende conto di non saper ancora fare a meno di quelle sicurezze che gli derivano dall’ambiente familiare. Ecco questa è la scena ma anche il  travaglio dell'adolescenza: un continuo e alle volte estenuante oscillare tra l'essere e il non essere più o il non essere ancora.      

 
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IL corso di 80 ore vuole promuovere una lettura integrata delle varie applicazioni della musica (a fini non musicali) come la Musicoterapia e l’intervento di Psycho-Sound-Training.

 
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All’alba del plenilunio
All’alba del plenilunio
quando corrono nel buio
i coralli del tuo sogno
ritorna sul ricordo del tempo
che ci tiene per mano
trattieni il gioco dei passi
che frugano nella tua memoria
e vieni piano
danzando
in quel piccolo sentiero di lucciole
che rimane dopo un giorno di sole
nasconditi
dentro una piega del mio pensiero
che ti avvolge
prenditi il cumulo delle mie
storie che conosci
e  gettale lontano
se ti uccidono il sorriso
ma ascolta 
il rumore del grano
che cresce ogni volta
sul ciglio dell’estate  marina
col profumo del vento
che agita la mia vela
variopinta
di amore
per te.

 
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